LA POSTAZIONE MILMART DI SAN PLACIDO CALONERÒ.

 

Oggi ho ricevuto dal dott. Armando Donato un invito ad approfondire un articolo pubblicato nel 2011 su:

https://cariddiweb.wordpress.com/2011/04/14/la-postazione-milmart-di-san-placido-calonero/

La foto a corredo dell’articolo è stata pubblicata per la prima volta nel 2009 in una monografia dello stesso autore, che collabora per:

Bollettino d’Archivio Ufficio Storico Marina Militare

Rassegna Online Esercito Italiano

Società Italiana di Storia Militare

Armi Antiche , Accademia di San Marciano

British Archaeological Report

After the Battle
Premesse.
Messina ha la fortuna (per nulla sfruttata) di possedere tante opere militari permanenti ascrivibili a vari periodi. Uno dei più significativi è quello che intercorre tra la metà degli anni Trenta e il 1943, nel quale furono edificati gli ultimi sistemi difensivi messinesi (detti fam e fat) in sostituzione di quelli ottocenteschi ormai inutili e vetusti. Tali sistemi furono di fatto utilizzati nel secondo conflitto mondiale, periodo importantissimo per la Sicilia e Messina, cronologicamente ancora vicino a noi e di cui conserviamo ancora tantissimi esempi di architettura militare contemporanea, perfettamente osservabili e che al contrario di quanto si vuole far credere, mantengono ben viva la memoria di quei fatti. Basti pensare che in quanto ad opere permanenti, nonostante siano passati vari decenni e la progressiva urbanizzazione, dalle ricerche sul campo nel solo territorio del Comune di Messina è stato rilevato ancora integro e visibile un totale di:
40 postazioni in casamatta per ami leggere o controcarro;

5 postazioni in barbetta del tipo Tobruk;

5 postazioni controcarro in barbetta;

2 ricoveri;

6 postazione per telegoniometro;

1 osservatorio principale

2 direzioni tiro

2 postazioni per aerofono;

1 postazioni per telemetro navale;

1 postazione per cannoncino c.o.;

1 batteria terrestre da 75/27 (poi c.a.);

2 batterie costiere;

8 batterie contraeree o d.c.
Fatte queste premesse, un luogo certamente significativo è la postazione di intercettazione aereonavale di San Placido Calonerò. Si tratta di una serie di varie opere sistemate a oltre 100 di quota su un piccolo promontorio di poco sottostante il monastero di San Placido. Esse erano a vario titolo deputate al controllo dello stretto di Messina e in modo particolare del suo ingresso meridionale.

Così come ricorda una targa ancora leggibile, la gestione spettava alla VI legione MILMART (Milizia Marittima di Artiglieria) al comando del console (colonnello) Michele Tomasello; ovvero un reparto della MVSN dipendente dalla DICAT, pari ad un reggimento. Alle legioni MILMART spettava principalmente la gestione delle batterie delle Piazze MM (come Messina) in collaborazione con le altre armi.

L’opera più significativa che risalta subito all’attenzione è certamente la postazione aerofonica, o meglio il “complesso segnalatore a tre mura d’ascolto a stella abbinato a postazione aerofonica” per aerofono mod. Galileo. Secondo le carte esisteva un prototipo costruito a cura e su progetto del Comando VI Legione Milmart (per tramite Dicat-Messina), presso la batteria MS620 di Torre Faro e un altro presso Campo Italia, ma l’unica opera delle tre ancora visibile è appunto quella in questione. La struttura risalente alla fine degli anni Trenta, è in ottimo stato, presenta notevoli dimensioni e si compone di un nucleo centrale su due piani di cui uno ipogeico e uno scoperto per la strumentazione; il tutto coronato da un muro d’ascolto triplo a generatrice parabolica, utile a facilitare le attività di intercettazione aerea e in secondo luogo offrire una minima protezione (sono ben visibili i fori dei mitragliamenti e spezzonamenti aerei). L’accesso al piano sotterraneo è ad est, mentre la scala che conduce al piano superiore a nord, ciò indica che l’orientamento della struttura è a sud. La postazione conserva inoltre ancora l’originaria colorazione policroma rimasta praticamente intatta.

Tuttavia poco distante esistono altre opere di varia natura; scendendo infatti verso l’estremità del promontorio, si notato i resti di vari alloggi, baraccamenti e altre opere di servizio, mentre è ben visibile una piccola struttura dotata di scale che una volta sosteneva un altro aerofono del tipo Galileo. Procedendo più avanti ci si imbatte in un grosso pozzo circolare, utile all’installazione di un telemetro navale, con accanto una piattaforma in calcestruzzo sul quale veniva posizionata una fotoelettrica carrellata fonopuntata, cioè col fascio luminoso diretto da un graduato che riceveva i dati in cuffia dall’aerofono al quale era collegata.

Quasi accanto al pozzo vi è la piazzola per cannoncino contraereo per la difesa bassa a quota, mentre permangono ancora i resti di trinceramenti e altre accessori utili probabilmente per la telemetria.

Questo luogo fu in guerra uno dei più importanti in assoluto, poiché utile ad intercettare sia gli avvicinamenti navali, sia le incursioni aeree e dare con un certo margine di anticipo l’allarme alla città e alle batterie.

Armando Donato

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One thought on “LA POSTAZIONE MILMART DI SAN PLACIDO CALONERÒ.”

  1. Aggiungo che la postazione aerofonica è stata oggetto di rilievi già nel 2003-4 , mentre una foto è stata pubblicata per la prima volta dal dopoguerra in una mia monografia del 2009. La stessa opera è documentata anche nella rivista British Arachaeological Report di Oxford e in altri lavori a tema impostati nel 2016 e di prossima uscita . Non vedo quindi dove sia la -scoperta- di questa tra l’altro visibilissima struttura, di cui il signor Caruso sedicente studioso si vanta in una intera pagina della Gazzetta del Sud. Resto a disposizione per un eventuale confronto pubblico a tema col suddetto studioso

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