Differenziata e libero arbitrio.

Mi costa fatica, e forse anche un po’ di fastidio, prestare il fianco ai vari pretendenti al trono, ma se chiunque si è sentito all’altezza del ruolo, presentando la propria candidatura a Sindaco di Messina, la colpa è proprio dell’attuale Amministrazione. Mi ero ripromesso di lasciar trascorrere gli ultimi mesi, della mia e della loro esperienza amministrativa, senza i consueti e motivati attacchi, tipici di chi svolge il ruolo di consigliere di minoranza. Più volte ho spronato l’Amministrazione a dare il tutto per tutto per salvare quanto di buono fatto. Ho chiesto alla Giunta Accorinti di fare il possibile così da poterci trovare, forse un giorno, a fare l’impossibile, ma evidentemente, non sono sufficientemente motivati a competere per un secondo mandato. Insieme ai colleghi della VI Municipalità, come si usa dire oggigiorno, c’ho messo la faccia, seguendo tutte le operazioni propedeutiche alla raccolta differenziata partita su parte di territorio di nostra competenza. I consiglieri della VI Municipalità, in più occasioni, hanno partecipato alla distribuzione dei necessari Kit forniti dalla Messinambiente. Chiunque potrà confermare, che i cittadini non sono mai stati abbandonati, che abbiamo fornito tutte le informazioni in nostro possesso per il corretto conferimento dei rifiuti. Ma si sa, Messina è quella città dove, purtroppo, non bastano i buoni propositi, gli appelli al senso civico, ma si rendono necessari interventi di natura repressiva e sanzionatoria. Il libero arbitrio risulta decisamente inefficace. Non sono mai stato incline all’adozione di azioni repressive, ho sempre preferito la prevenzione, ma quando i pochi influiscono negativamente sulla vita di comunità diventa indispensabile. L’esperienza fallimentare della raccolta differenziata porta a porta nel villaggio di Torre Faro lascia l’amaro in bocca. Si sono spese energie, che alla fine non sono state incanalate per raggiungere il successo auspicato. La mia rabbia è principalmente per la delusione di quei cittadini, che con grossi sacrifici si adoperano per rispettare quanto richiesto dall’Amministrazione, e dal buon senso, ma di contro vedono vanificarsi i propri sforzi. I cittadini diligenti non sono gli unici a pagarne le conseguenze. Infatti, gli operatori addetti alla raccolta differenziata della Messinambiente sono costretti a ritirare i nostri rifiuti, anche non correttamente differenziati, per evitare che ammorbino le vie del paese. Ad aggravare la situazione ci pensano quei cittadini, che hanno palesemente frainteso il termine porta a porta, trasferendo i rifiuti personali dalla porta della propria abitazione a quella del vicino o peggio ancora agli angoli delle strade cittadine. Con l’allungarsi delle giornate, si risveglia la voglia di abbandonarsi a piacevoli passeggiate lungo le vie di Torre Faro, da sempre meta per messinesi e non. Per coloro che dovessero riuscire a percorrere più di 100 metri senza infortunarsi, per via del manto stradale dissestato (questo necessita un capitolo a parte), la vista che accompagnerà le loro passeggiate farà il paio con gli odori che risaliranno le sfortunate narici, rendendo l’esperienza indimenticabile. Dunque, mi chiedo e vi chiedo, si potrà continuare a parlare di sviluppo economico legato al turismo, in queste condizioni?

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